(Non sono un genio, nè un fine pensatore e questo post lo dimostra. Ma me ne frego bellamente e lo scrivo lo stesso....)
Il segreto della felicità? Tenere fuori dal lavoro i propri problemi personali. Ci si riesce a due condizioni: avendo una fortissima personalità, di quelle alla "mi piego ma non mi spezzo, anzi, non mi prendo la briga nemmeno di piegarmi!"; amando a tal punto il proprio lavoro da diventare una sorta di automa inebetito e felice nell'esecuzione delle proprie mansioni quotidiane. Probabilmente mi mancano entrambe le condizioni: non solo mi piego e mi spezzo a ripetizione, ma non riesco nemmeno a trovare motivazioni sufficienti in quello che transita ogni giorno sulla mia scrivania. Credo si tratti di un tragico problema di pigrizia o cose simili, ma col quale devo pur convivere, no?
Morale: i problemi personali sbucano da tutte le parti. Li rivedo in ogni cosa, nelle e-mail, sul pc, dietro la sedia... ho persino paura di sollevare la tavoletta del water per timore di trovare uno dei miei problemi che galleggia allegramente a pelo d'acqua! Inizio a sospettare si tratti di una questione ancestrale che si perde nelle più remote lande della mia psiche disturbata. Imparerò a conviverci, perché non ho nessuna intenzione di addentrarmi in quelle lande desolate tutto da solo e la psicanalisi è un lusso che non posso permettermi.
So che i miei quattro lettori staranno tutti pensando: "ehi! Ma questo post l'ho scritto io!!!"
Occhio che nel cesso potrebbero esserci dei gatti:
RispondiEliminahttp://www.youtube.com/watch?v=NERRkfR7N7w&feature=related