martedì 27 dicembre 2011

27/12/2011 - Jambalaya n. 21

Ci sono momenti nella vita in cui ci si impantana. E ci si impantana a tal punto che la mota ti entra da ogni dove... naso, orecchie, occhi! Un disastro! Ripartire non è facile e quasi sempre occorre il traino di qualche fattore esterno, che si tratti di persone o circostanze fortunate non importa.
Appena ripartiti, credo che la cosa migliore da fare sia controllare che tutto sia in ordine: chiameremo questa fase, "fase del consolidamento". Per ritrovare la giusta motivazione occorre prima di tutto aggrapparsi alle cose che si conoscono meglio. Questo ci aiuta a ritrovare fiducia e slancio.
Solo dopo aver consolidato si è pronti per avviare la fase di ripartenza, quella che ci può condurre verso nuovi obiettivi. Mai, nemmeno per un secondo, smettere di desiderare... desiderare la scoperta, l'esperienza, il confronto con cose nuove. Mai. Altrimenti è un attimo impantanarsi di nuovo.

27/12/2011 - Jambalaya n. 20

La nostra cultura ha sviluppato un sapere di tipo analitico, credendo nel progresso scientifico e nell'approccio sperimentale sulle cose. Molte filosofie orientali propendono invece per un sapere istintivo, incentrato su un contatto diretto con la natura e con le sue leggi di base. Non credo che le due cose si escludano, sebbene farle coesistere sia tutt'altro che facile.
Per le decisioni quotidiane, dove sono richiesti metodo e disciplina, l'approccio analitico risulta senz'altro più efficace e "stimolante". E' un ottimo modo per rimanere concentrati e per ragionare su dati oggettivi piuttosto che sulle impressioni. Per le decisioni che rappresentano svolte più o meno grandi nel corso degli eventi, invece, ritengo che non si possa prescindere dall'istinto. Anche quando pensiamo di orientare le nostre scelte in modo neutro siamo sempre guidati dal nostro vissuto e da quello che pensiamo dovrebbe essere la realtà: in poche parole dalle idee. Un'idea, non sono certo io a scoprirlo, è una prospettiva con cui si guarda la realtà. Quando sviluppiamo delle idee, pertanto, incidiamo, volenti o nolenti, sulla realtà.

lunedì 5 dicembre 2011

05/12/2011 - Incursione n. 16

Il Ministro Fornero si mette a piangere per i sacrifici richiesti dal Governo. Monti subito dopo si taglia una vena ed ecco servita la manovra "lacrime e sangue" !!

05/12/2011 - Incursione n. 15

Un piccolo consiglio: non aspettate mai a dire quello che sentite dentro. I rimorsi ed i rimpianti sono sempre dietro l'angolo e l'orgoglio non fa altro che alimentarli.

05/12/2011 - Jambalaya n. 19

Che cosa può impedire ad uno Stato di trovarsi nella situazione per cui una ristretta classe dirigente, con interessi del tutto particolari e completamente slegati da quelli della massa, si trova a prendere decisioni per tutti? Decisioni che ignorano completamente le vere esigenze dell'uomo comune?
A ben guardare l'unica risposta è: "l'emancipazione" dei poveri. Finché le classi meno abbienti vivranno in modo atomizzato, affidandosi sempre alla filantropia e alla capacità di decidere del potente di turno non c'è molta speranza di cambiamento. E per impedire che ciò accada bisogna lavorare sulle piccole cose quotidiane, ragionando in termini sistemici e non per i piccoli tornaconto del momento. E' da questo punto di vista che l'attuale classe politica TUTTA ha fallito pienamente la propria missione. Dietro certe battaglia fondamentali ha visto troppo spesso il calcolo politico contingente, sacrificando ad esso la lotta culturale di fondo. Abbiamo distrutto alcune idee fondamentali della nostra epoca, interpretandole solo per i loro risvolti economici: è forse giunto il momento di recuperarle nella loro valenza più ampia, culturale. Per farlo, ripeto, occorre partire dal basso, dalla quotidianità di ognuno di noi.
La nostra è diventata una società troppo brava ad infischiarsene delle idee, a tutti i livelli ed in tutti i settori. Le idee non hanno peso e, si pensa, non aiutano ad arrivare alla fine del mese. Non è così. Un'idea è una prospettiva con cui guardare la realtà e, come tale, è uno stimolo a modificare le condizioni contingenti in funzione di un obiettivo comune. Un'idea, considerata tale, è molto più concreta di ogni piccola grande azione compiuta quotidianamente da ciascuno di noi.

venerdì 2 dicembre 2011

02/12/2011 - Incursione n. 14

Dalle secche del lento incedere della quotidianità si esce in due modi: o con la pazzia o con dei salutari e giganteschi colpi di culo!!

02/12/2011 - Incursione n. 13

Se avete un tarlo nel cervello, sperate solo di non essere una testa di legno

02/12/2011 - Jambalaya n. 18

Si avvisano i signori viaggiatori che il treno per la serenità viaggia con qualche mese di ritardo, causa guasto del materiale rotabile e improvviso "smarrimento" del conducente. Ci scusiamo per il disagio arrecato.
Magari cambiando stazione?