martedì 27 dicembre 2011

27/12/2011 - Jambalaya n. 20

La nostra cultura ha sviluppato un sapere di tipo analitico, credendo nel progresso scientifico e nell'approccio sperimentale sulle cose. Molte filosofie orientali propendono invece per un sapere istintivo, incentrato su un contatto diretto con la natura e con le sue leggi di base. Non credo che le due cose si escludano, sebbene farle coesistere sia tutt'altro che facile.
Per le decisioni quotidiane, dove sono richiesti metodo e disciplina, l'approccio analitico risulta senz'altro più efficace e "stimolante". E' un ottimo modo per rimanere concentrati e per ragionare su dati oggettivi piuttosto che sulle impressioni. Per le decisioni che rappresentano svolte più o meno grandi nel corso degli eventi, invece, ritengo che non si possa prescindere dall'istinto. Anche quando pensiamo di orientare le nostre scelte in modo neutro siamo sempre guidati dal nostro vissuto e da quello che pensiamo dovrebbe essere la realtà: in poche parole dalle idee. Un'idea, non sono certo io a scoprirlo, è una prospettiva con cui si guarda la realtà. Quando sviluppiamo delle idee, pertanto, incidiamo, volenti o nolenti, sulla realtà.

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