lunedì 10 ottobre 2011

09/10/2011 - Bologna: passato e futuro?

Domenica di inizio ottobre a Bologna. Quella che, per molti versi, sento ancora come casa mia. Non è certo la città più bella del mondo, ne sono consapevole, ma vederla con questa meravigliosa luce autunnale che la copre come una calda coperta, è una sensazione che fa star bene. Il rosso e il giallo dominante nei palazzi restituiscono quella luce con tonalità materne e infondono un senso di tranquillità: forse anche da questo discende la proverbiale calma degli emiliani.
L'aspetto che però più di ogni altro riesce a soprendermi è la quasi perfetta simbiosi tra le diverse persone: anche nelle vie del centro, elette da tempo a percorso dello struscio da shopping, non si trovano sempre le medesime facce tutte uguali, tutte fotocopie di un originale comune, ma un perfetto mix di umanità con diverse storie alle spalle. Questo è senza dubbio un elemento affascinante per uno che della varietà e della diversità si ciba come del pane.
Non è dunque la perfezione tipica delle città mitteleuropee che colpisce di Bologna e nemmeno il caos organizzato che ci si aspetta in una città del sud: quello che attrae è proprio la sua alterità rispetto a queste due grandi categorie di base, fenomeno tipico del centro Italia che nel capoluogo emiliano si sublima anche grazie alla nutrita schiera di studenti che affollano le vie ad ogni ora del giorno e della sera. Bologna piace e conquista, non ce n'è, ma solo gli osservatori più attenti. In particolare quelli che hanno avuto la fortuna di viverla da studenti universitari.

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