lunedì 7 novembre 2011

07/11/2011 - Jambalaya n. 11

"Andai nei boschi per vivere con saggezza, vivere in profondità e succhiare tutto il midollo della vita, per sbaragliare tutto ciò che non era vita e non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto"(Henry David Thoreau).
E' uno dei passaggi più impressionanti del film "L'attimo fuggente". Credo che la cosa si applichi molto bene ai rapporti tra le persone. Tutti abbiamo continue relazioni col prossimo, per lo più di natura superficiale. Tali relazioni derivano spesso dalla condivisione di interessi, situazioni e svaghi. Se non fosse così sarebbe una fatica immensa dover rendere conto a chiunque delle nostre azioni e delle nostre scelte; scelte e azioni che in genere si sviluppano lentamente nel tempo e affondano le radici nel nostro vissuto.
Tuttavia, accanto alle relazioni di semplice conoscenza, abbiamo tutti bisogno di instaurare legami più profondi con chi sentiamo essere in sintonia col nostro modo di vivere.
E' un dato di fatto, ma in genere non mi accontento dei semplici dati di fatto e, mosso da una curiosità per la vita che talvolta mi logora, me ne sono spesso chiesto il motivo.
La logica di fondo che motiva questo nostro bisogno credo sia quella dello specchio. Nelle persone con le quali abbiamo qualche punto di contatto, rivediamo noi stessi, ma con uno sguardo diverso. Una vita sola non ci basta per fare tutte le esperienze possibili e desiderate. Ecco che allora lo sguardo degli altri ci aiuta a cogliere risvolti dell'esistenza, fosse anche solo la nostra personale esistenza, che da soli non saremmo in grado di afferrare. Vivere in profondità alcuni rapporti umani è un bel modo per succhiare il midollo della vita. Ci aiuta a metterci in discussione e ad allargare il nostro orizzonte. Le menti elette non vanno in giro con la verità in tasca. La ricercano insieme agli altri.

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